S. Floriano dalle ore 15.30 alle 17.30.
Presenti: Gianni, Franco, Marisa, Angela, Leonilde, Carmen, Amelia, Antonio Sartorello, Giulietta, Aristide, Ermanno, don Olivo, Nino.
Riflessione: Prima e seconda Lettera ai Tessalonicesi e Lumen Gentium cap. 2
Dopo una breve preghiera si dà lettura del verbale della riunione precedente e si ricorda la situazione molto tesa che stanno vivendo i cristiani in Pakistan. Nino fa presente che, per conto del gruppo, ha spedito, anticipando la somma che si prevede di raccogliere oggi, al vescovo di Faisalabad per il seminario di quella diocesi la somma di 3000 euro.
Antonio
Nelle letture c'erano molti concetti importanti, ma lui si è soffermato sul primo capitolo dove si parla di disegno di Dio e di noi come eletti. È un'affermazione con cui san Paolo richiama i fedeli di Efeso alle loro responsabilità come cristiani. È un linguaggio che pone per lui qualche problema e lì si è bloccato.
Nino
Il vasto disegno di questi capitoli della lettera agli Efesini gli hanno ricordato l'inizio del Vangelo di S. Giovanni, pur nella differenza di linguaggio dei due testi: il Messia è al centro del progetto del mondo fin dalla creazione. Questa misteriosa presenza di Dio nel creato che traspare non solo dalla bellezza delle cose, ma anche dalle contraddittorie vicende dell'umanità l'aveva intuita anche nell'espressione ebraica "hadar qodsho" nel versetto 2 del salmo 29, la cui intensità viene perduta nelle varie traduzioni.
Olivo
Richiama il motto che S. Pio X scelse per il suo pontificato "Instaurare omnia in Cristo" e ricorda che siamo tutti riassunti in Cristo in una realtà di salvezza che ha valenza cosmica. Ermanno De Biasio afferma che nell'universo tutte le forze di vita sono presenti perché tutto è fatto per lui; anche Teilhard de Chardin ha questa visione dell'universo riassunto in Cristo. Nel figlio di Dio possiamo trovare l'unità della nostra vita, in Lui siamo tutta l'umanità partecipe di tutta la divinità. Per questo non dovremmo disperderci, aver paura. Cristo infatti comunica all'umanità tutta la divinità. La nostra realtà è di essere figli di Dio e questo è ciò che dovremmo comunicare anche alle nuove generazioni.
Franco
Si sofferma su una frase del 3° capitolo: "per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero" e vi vede la grande fede di S. Paolo, nata anche dalla sua particolare esperienza. Ma noi ci troviamo attorniati da una cultura in cui si tende invece ad affermare che la religione è un'invenzione per tener buoni gli uomini. Questa può anche sembrare un'affermazione grossolana. Ma il darwinismo è più sottile: l'uomo non è altro che il prodotto di un'evoluzione casuale. C'è comunque da pensare che nel DNA dell'uomo ci debbano essere anche cromosomi legati ai principi evangelici, senza i quali l'uomo andrebbe incontro all'autodistruzione. Si veda ad esempio l'attuale situazione climatica e sociale: nell'uomo c'è la responsabilità e la possibilità di agire in modo di salvare la sua specie e il mondo. Tuttavia la scienza non può dirci nulla sull'esistenza di Dio. Per quanto riguarda la Bibbia gli piace di più il primo Testamento perché lo trova meno legato ad una dottrina imposta e di più ad una storia di ricerca.
Aristide
Ha letto tutta la lettera agli Efesini e si è soffermato su due frasi. La prima è al versetto 4,25: "ciascuno dica la verità al proprio prossimo". Un richiamo a creare un clima di fiducia, quasi di intimità con chi ci sta vicino. La seconda è al versetto 5,14: "Per questo si dice: Svegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà": un invito alla trasformazione, ad una resurrezione attuale.
Ermanno
La Lettera di Paolo gli è piaciuta soprattutto per questa visione di Dio che conduce la storia in Cristo. Ricorda un discorso fatto in famiglia sulla verginità di Maria: la cosa più grandiosa è che Maria abbia accolto il progetto di Dio e tenuto in braccio quel bambino. In questi gesti semplici c'è il capovolgimento della mentalità del mondo che porta facilmente a tensioni e a guerre che ci fanno camminare sull'orlo di un baratro. Ha riflettuto anche sulle novità che allora portarono nella visione della chiesa i Padri conciliari: parlano del popolo di Dio e di una gerarchia che ha senso come espressione di questo popolo. Fino a qualche anno fa non si trovava d'accordo con tante cose della Chiesa, ora ha l'impressione di due strade che si stanno ravvicinando per diventare una strada sola, nella quale, spera, saremo veramente come ci vedevano i profeti dell'antico testamento, che annunciavano il dono di un cuore nuovo. Ognuno ha la sua storia, ma tutti andiamo verso la stessa meta.
Olivo
Fa presente che l'attuale Papa scrisse a suo tempo, in qualità di teologo, in collaborazione con Rahner, un libro che illustra il concetto del Popolo di Dio affermato dal Concilio Vaticano II.
Qualcuno azzarda una battuta: ma Ratzinger quel libro l'ha mai letto?
Carmen
Il messaggio è chiaro: tutti devono accogliere la parola di Dio e seguire Gesù Cristo. Tuttavia la maggior parte dei fedeli, abituati ad una predicazione apologetica nei riguardi della Chiesa, ascolta soltanto le omelie e non ragiona trovando comodo fidarsi di una persona che ritengono autorevole.
Amelia
Anche le persone con poca cultura, ma intelligenti,vedono le contraddizioni. La Parola di Dio rompe le sovrastrutture. Lei ha la sensazione di vivere in un deserto, con attorno una realtà in sfacelo, ma trova che lo stesso la vita è piena di luce. Nella nostra religiosità una volta non si coglieva l'aspetto fondamentale dell'amore di Dio, ma dipendevamo dal prete e non avevamo nessuna fiducia nella possibilità di un'esperienza personale di fede. Non è delle strutture della Chiesa che dobbiamo aver fiducia, ma della povera gente.
Marisa
La gente era in attesa di essere di essere definita "popolo di Dio" e quando se ne parla coglie e capisce subito il concetto e se ne rincuora. Cita a braccio Isaia 43,19: qualcosa di nuovo sta germogliando, non ve ne accorgete?
Nino
C'è una difficoltà da parte della gerarchia di dire con chiarezza cose non piacevoli che la riguardano. Cita ad esempio quanto avvenuto al Sinodo diocesano. Un teologo relatore disse, parlando ai convenuti, fuori da denti che un certo modo di fare pastorale era arrivato alla fine e occorreva un radicale cambiamento al riguardo. Di questa espressione negli atti del Sinodo non c'è la minima traccia. E la relazione del teologo che tanta attesa aveva fatto nascere era riportata addirittura in un altro linguaggio pieno di cautele, nel quale era difficile, se non impossibile, riconoscere il taglio della relazione.
Olivo
Effettivamente c'è una sorta di copertura aurea che avviluppa i documenti della Chiesa. Normalmente invece abbiamo discorsi più diretti: quello della scienza che parla come se Dio non ci fosse e quello dei teologi che parlano partendo dal presupposto che Dio esiste.
Leonilde
Paolo dà fiducia alle comunità. La gente oggi è anche d'accordo sulle radici cristiane, ma cosa vuol dire questo per persone che normalmente non conoscono la Parola di Dio? Le pagine che abbiamo letto danno una forte carica anche per il quotidiano. In ogni riga troviamo qualcosa che fa parte della vita di ciascuno di noi e della sua persona richiamandoci a considerare che anche noi siamo parte dell'edificio che ha come pietra principale Gesù Cristo.
Marisa
In una nota che ha trovato che la lettera è attribuita a Paolo, ma che forse è di un altro discepolo. Ha trovato straordinario il fatto che anche un discepolo potesse avere questa grande visione della fede.
Ermanno
Questo discorso parte da 3000-4000 anni fa ed ancora continua: è il pensiero di Dio che si accompagna con quello dell'uomo.
Olivo
Se non sei cosciente di essere figlio di Dio sei poco più di un oggetto. La nostra grandezza sta in questa figliolanza, ma noi abbiamo devastato tutto ciò: non consideriamo una persona perché è ma per quello che fa.
Ermanno
Gliviene in mente, al riguardo, un maestro di Aristide, una persona che aveva davanti a sé i suoi ammalati come persone e non semplicemente come pazienti, mantenendo in prima linea l'umanità e la dignità della persona.
Marisa
Fa notare che anche Gesù dava responsabilità a uomini e donne nella pienezza delle loro persone.
Olivo
Dall'episodio della Cananea si può dire che Gesù impara da una donna che la dignità u-mana non è legata all'appartenenza a un particolare gruppo. Al suo primo rifiuto di fare un miracolo per la donna pagana, giustificato dal motivo di essere venuto per le pecore della casa di Israele e che non è bene dare il pane dei figli ai cagnolini, lei ribatte con il paragone delle briciole che pure si lasciano mangiare ai cagnolini.
Amelia
Nella nostra società "cristiana" abbiamo perso tutti i valori: quello che conta è il denaro.
Olivo
Non esiste, non ha senso dire che esiste una società cristiana: quando la parola "cristiano" diventa un aggettivo crolla, si svilisce la pienezza del suo significato. Gesù Cristo non è mai stato cristiano, ma è diventato uomo. Una volta la missione era fatta per aggregare persone.ma ora quelli che contano sono i valori umani. L'unità si fa nell'umanità. Gesù ti fa uomo, adulto, responsabile. Oggi sono richieste virtù molto più forti: non siamo cristiani perché vagamente di buona volontà, ma perché attirati da Cristo. Si parlava una volta di verginità, ma ora è chiaro che il significato di questa parola non va ricercato nel senso fisiologico, ma nella beatitudine dei puri di cuore. La nostra società è nata invece da un'ipotesi tutta diversa fondata sull'economia: beato chi vivrà secondo il nostro progetto di uomo tutto teso al denaro e al profitto. Si proclama il liberismo, la non ingerenza dello stato nell'economia, ma questo va bene quando fa comodo; infatti vediamo Bush che dà soldi alle banche e alle fabbriche di automobili. O l'Alitalia dove le opportunità di guadagno vanno ai ricchi, ma i debiti li paga lo stato.
Amelia
Invece di aver paura dovremmo avere speranza.
Olivo
Anche nell'Europa orientale liberata dal comunismo si è introdotto questo tipo di società: subito dopo la caduta del regime si parlava di ritorno alla religione: ma se in quel momento tornavano ad essere cristiani ora sono democristiani: Putin ricostruisce le cattedrali e i giovani vanno in discoteca. In Italia chi proclama di salvare la famiglia ne ha due.
Antonio
Da tutte queste discussioni gli viene una speranza perché gli pare che ci sia in noi una fede sufficiente per dire "sì, Lui viene e noi cerchiamo di essere pronti ad accoglierlo".
Si conclude così la condivisione di quanto suscitato in noi dalle letture e si stabilisce di ritrovarsi il 17 gennaio 2009 avendo letto il 3° capitolo della Lumen Gentium e gli ultimi capitoli degli Efesini.
Prima della chiusura don Olivo presenta il suo libro "Camminare nella speranza", autobiografia spirituale in poesia pubblicata dalla Libreria Editrice Fiorentina nella collana "Ricerca del Graal".
Viene raccolta la somma di euro 275 per il Seminario di Faisalabad.
La riunione si conclude alle 17.30.